Questa ricetta è una di quelle legate alla mia infanzia, quando da bimbi abitavamo in campagna e andavamo dalla nostra vicina di casa, che chiamavamo appunto Nonna Giulia. Lei puntualmente aveva questo splendido ciambellone che lievitava accanto alla stufa o era appena stato sfornato ed era sul tavolo della cucina ancora fumante.
In realtà è una ricetta piuttosto semplice, grezza se vogliamo, ma che propongo perché è tradizionale e perché era il dolce contadino che andava per la maggiore: non necessitava né di ingredienti particolari né di cure particolari. Lo trovo ottimo per la colazione, ma anche per la merenda con un velo di marmellata o cioccolato.
Per preparare questo dolce avete bisogno di 900-1000 g di farina, 1 bicchiere di latte, 1 bicchiere di olio d’oliva (di semi va bene ugualmente, ma il dolce non avrà lo stesso sapore), 1 bicchiere di zucchero, 2 uova intere, 3 tuorli, un cubetto di lievito di birra, buccia di un limone non trattato grattugiata, sale.
Sciogliete il lievito di birra nel latte intiepidito. Fate attenzione a non scaldare troppo il latte o brucerà l’effetto del lievito. Mettete 800 g di farina a fontana sul piano di lavoro e creare un cratere. All’interno della cavità versate il latte con il lievito, l’olio, le due uova intere e 2 tuorli. Poi versatevi anche lo zucchero e la buccia di limone grattugiata. Il pizzico di sale invece mettetelo sull’esterno della farina, in una piccola cavità creata con il dito perché deve stare il più lontano possibile dal lievito.
Impastate energicamente per 10-15 minuti, rivoltando per bene la pasta e sbattendola qualche volta sulla spianatoia. Se risultasse troppo liquida o morbida, aggiungete la farina, ma senza esagerare perché il risultato deve essere elastico e soffice. Mettete la pasta a panetto a lievitare per alcune ore (7-8), normalmente lo si fa la sera per poi cuocerlo la mattina seguente. La nonna Giulia diceva che per poter lievitare doveva avere la benedizione e quindi lo incideva a croce sulla superficie. Io seguo il suo consiglio, non tanto per la benedizione, quanto perché ho provato sia con taglio che senza e la levitazione cambia un poco, in quanto la croce fa in modo di aprire la pasta e permetterle di espandersi maggiormente.
Un volta lievitata la pasta, accendete il forno a 160°, possibilmente nella funzione che scalda sia il grill che il fondo del forno, ma senza ventilazione.
Riprendete la pasta, allungatela a rotolo e ponetela nella tortiera a ciambella precedentemente imburrata e infarinata.
Prendete l’ultimo tuorlo che avevate preparato e spennellate tutta la superficie del dolce. Ora prendete lo zucchero semolato e con un cucchiaio spargetene un poco in modo che si attacchi al tuorlo appena steso. Infornate e cuocete per 35-45 minuti, poi togliete dal forno e fate raffreddare.
Il mio consiglio è di mettere la pasta già nella tortiera prima della levitazione, effettuando un’incisione su tutta la dorsale per garantirne la levitazione. In questa maniera non dovrete far altro che spennellare di uovo e zucchero il dolce e infornarlo!
Le mie varianti preferite sono legate a quel che si può aggiungere all’impasto principale:
- Uvette;
- Canditi;
- Scaglie di cioccolato;
- Noci sminuzzate;
Tenete presente che questo era l’impasto col quale si partiva per preparare la colomba pasquale nelle cascine, quindi si presta ad aggiunte di ogni sorta, a seconda dei gusti.
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