venerdì 27 aprile 2012

Rotolo alla crema pasticcera e fragole

Questa ricetta è fra le mie preferite. La preparazione è piuttosto svelta e semplicissima, ma il risultato è davvero gustoso. Ed è piaciuta a tutti quelli che l’hanno assaggiata finora!

Per prepararla avrete bisogno di 200 g di zucchero, 150 g di farina, 1 bustina di lievito per dolci, 50 ml di latte, 3 uova, crema pasticcera fatta con la ricetta già postata, 200 gr di fragole e zucchero a velo q.b.

Accendete il forno a 220° C con la fuzione che aziona sia il grill che il fondo del forno, ma senza ventilazione.
Laveate le fragole e tagliatele a lamelle o pezzettini, in modo che si possano mescolare con la crema con facilità.
Cominciate mescolando le uova con lo zucchero, utilizzando la frusta, fino ad ottenere una crema omogenea. Cominciate ad unire alcune cucchiaiate di farina, facendo attenzione a non formare grumi. Continuate gradatamente ad aggiungerne fino ad esarimento. Poi incorporate il lievito e mescolate per amalgamare.
A questo punto potete incorporare il latte ed otterrete un composto morbido.
Foderate di carta forno la teglia del forno (o leccarda) poi imburratela e infarinatela.
Ho provato ad usare la carta forno senza imburrarla e infarinarla ma mi si è attaccato tutto perchè il composto è molto liquido e tende a fare presa.
Versatevi il composto livellandolo accuratamente  fino a coprire tutta la teglia. Cercate di formare un rettangolo o quarato regolare così non avrete le estremità del rotolo da raddrizzare.
Infornate in forno preriscaldato a 220° C e fate cuocere per massimo 10 minuti lasciando che il rotolo diventi dorato ma rimanga di un colore piuttosto chiaro.
Mentre la pasta è nel forno preparate, steso su un piano, un  canovaccio che avete inumidito un poco.
Sfornate la pasta e rovesciatela sul canovaccio. Staccate la carta forno con molta attenzione per evitare che si strappi la pasta e lasciatela riposare per uno o due minuti, il tempo necessario perchè la vampata di vapore esca dalla pasta biscotto insomma.
A questo punto, aiutandovi col canovaccio, arrotolate la pasta biscotto e mettetela da parte.
Mentre raffredda per circa un quarto d’ora la pasta, prendete la crema pasticcera (che deve essere fredda) e mescolatevi le fragole precedentemente tagliate.
Riprendete la pasta dopo il riposo e ristendetela. Noterete che oppone un po’ di resistenza, ma è proprio perchè deve riprendere elasticità.
Spalmatevi all’interno la crema con le fragole e riavvolgete, sempre con cautela, la pasta biscotto.
Mettete in frigorifero per almeno 1 ora per farla rassodare.
Prima di servire la torta spolverizzatela con un poco di zucchero al velo, soprattutto se durante le operazioni di avvolgimento si sono create delle piccole crepe o delle imperfezioni nella pasta.
Se i bordi finali del rotolo, quelli dove si vede la spirale e la crema per intenderci, non fossero regolari o volete ottenere un risultato sopraffino, pareggiate con un coltello, facendo attenzione a non premere perchè ne fuoriuscirebbe la crema.
Evitate, perchè c’ho provato e sono andato incontro ad un disastro senza precedenti, di seguire il consiglio di altre ricette che vi dicono di arrotolare la pasta farcita quando la pasta è ancora calda. E’ un insuccesso sicuro perchè la pasta si romperà tutta per il peso della farcitura e perchè il pan biscotto è troppo caldo per essere piegato.


Le varianti su questa ricetta sono infinite.
Potete farcire il pan biscotto con la nutella, con la marmellata che preferite, aggiungendovi anche frutta fresca se gradite. Alla crema pasticcera potete aggiungere altri tipi di frutta, oppure amarene sciroppate. Insomma sbizzarritevi con i vostri gusti.
Come ogni cibo vale lo stesso motto: E’ Buono se mi piace!

giovedì 26 aprile 2012

Mousse al cioccolato

Ditemi chi non ha mai assaggiato questo dolce o tentato di riproporlo per una cena? Io per un pezzo avevo rinunciato perché le ricette erano troppo complicate o da esperti chef, finché mi sono imbattuto in questa che sono certo troverete utile anche voi.

Per prepararla avrete bisogno di 180 gr di cioccolato fondente (o al latte se lo preferite), 1 tuorlo d’uovo e 3 albumi, 50 gr di zucchero e 25 gr di burro
spezzettate il cioccolato a pezzi e mettetelo a bagnomaria per fonderlo. Quando è una pasta omogenea toglietelo dal fuoco e aggiungete il burro e un tuorlo d’uovo, mescolando velocemente per evitare che si cuocia l’uovo. Versate anche lo zucchero e continuate a mescolare per amalgamare gli ingredienti.
Quando il composto ottenuto sarà perfettamente fluido.
Montate in una ciotola a parte gli albumi a neve fermissima, aggiungendo il pizzico di sale.
Ora dovete solo incorporare gli albumi montati a neve nel composto al cioccolato, con movimenti delicati dal basso verso l’alto, fino al completo assorbimento.
La mousse è pronta e potete conservarla in frigorifero fino al momento di servire.


Questo dolce è meglio prepararlo all’ultimo momento, appena prima della cena perché si conserva in frigorifero, ma essendo a base di uovo montato a neve, tende ad abbassarsi dopo un po’.
Se non volete usare le uova o preferite rendere più “calorica” la mousse, potete sostituire i tre albumi con 150 cc di panna fresca montata a neve. Ricordatevi che la panna per poter montare perfettamente deve essere fredda da frigorifero!

mercoledì 25 aprile 2012

Tartufi al cioccolato

Questi dolcetti oltre ad essere semplici da preparare, sono belli da vedere e ottimi da gustare.

Per prepararli avete bisogno di 250 gr di cioccolato fondente (al latte se lo preferite), 1 bicchiere di sherry dolce, 125 gr di burro, 2 tuorli d’uovo, 1 sacchetto di  zucchero al velo vanigliato, 125 gr di zucchero leggermente caramellato, polvere di cacao amaro.

Cominciate facendo fondere a bagnomaria il cioccolato fondente con il bicchiere di sherry. Per rendere più rapida questa operazione cercate di ridurre il cioccolato in pezzi più piccoli possibili prima di metterlo nel tegame. Quando il cioccolato e il liquore si sono sciolti e amalgamati, potete aggiungere il burro e continuare a mescolare fino al completo scioglimento anche di quest’ultimo.
Ora togliete dal fuoco il tegame e lasciatelo raffreddare qualche minuto, senza farlo solidificare però. Aggiungete i 2 tuorli, lo zucchero vanigliato e lo zucchero caramellato. Lavorate la pasta così ottenuta per qualche minuto, fino al completo assorbimento dei vari ingredienti.
Lasciatela raffreddare completamente e avrete ottenuto così una pasta malleabile e lavorabile. Prendetene un poco in un palmo  e rotolatela fra le mani fino a farla diventare una pallina, a quel punto fatela passare nella polvere di cacao e mettetela sul piatto da portata. Continuate così fino ad esaurimento della pasta.

I miei consigli per questa ricetta sono:

-              Per facilitarvi nella creazione delle palline, se vedete che la pasta si appiccica ai vostri palmi, ungetevi leggermente d’olio i palmi e vedrete che risolverete questo inconveniente;

-              Come alternativa al cacao amaro, potete rotolare le palline anche in granella di mandorle o di nocciole o cocco, oppure schiacciare le palline in modo che diventino un dischetto, farli passare nel cacao amaro e infine guarnirli con mezza noce;

-              Se presentati ad una cena io preferisco non servirli appoggiati in un piatto, ma avere un pirottino per ciascun tartufo. In autunno metterli su un piatto dai colori caldi e disporli a forma di grappolo d’uva, completando il tutto mettendo una foglia di vite recuperata dal giardino come fosse un vero grappolo.

lunedì 23 aprile 2012

Torta noci e cioccolato

Ecco una torta che a me piace perché mi permette di utilizzare due degli ingredienti cose che più mi piacciono (noci e cioccolato) e l’ho anche utilizzata in momenti di sovra dosaggio di cioccolato (post pasquale quando le uova ricevute in regalo erano troppe...).


Per prepararla avrete bisogno di 300 g noci spezzettate, 100 g cioccolato fondente (o al latte o bianco, come preferite), 100 g farina, 100 g burro, 150 g zucchero, 3 uova, 1 bustina di lievito

Accendete il forno a 200° nella funzione che riscalda sia il grill che il fondo (se possibile nel vostro forno) ma senza la ventilazione.
Prendete il burro e scioglietelo a bagnomaria (io lo sciolgo anche su fiamma diretta, ma abbassandola al massimo e facendo attenzione). Versatelo sulla farina, cominciando ad impastare. Aggiungete lo zucchero , i 3 tuorli e le noci spezzettate. Io le preferisco tritate molto fini, ma potete procedere come preferite per la grossezza delle noci.
Preparate una tortiera di medie dimensioni, 24-26 cm, e foderatela con la carta forno. Per fare questo operazione normalmente io ritaglio un cerchio di carta che andrò ad appoggiare sul fondo e una striscia di carta alta quanto il bordo della tortiera, che poi farò aderire all’interno dei lati della tortiera.
Questo farà in modo che quando verserete l’impasto questo non verrà in contatto con la tortiera ma rimarrà a contatto solo con la carta forno, e non si attaccherà (fidatevi, non sperimentate!!!)
Spezzettare a scaglie il cioccolato. Il mio consiglio è di spezzettare finemente quasi tutto il cioccolato, lasciando alcune “pepite” più grosse che si scioglieranno qua e là nella torta.
Montare gli albumi a neve ben ferma, aggiungendo il pizzico di sale necessario per ottenere l’effetto voluto.
A questo punto riprendete la lavorare il composto di noci e incorporatevi il lievito, il cioccolato macinato e solo alla fine, con molta delicatezza, gli albumi montati a neve.
Versate il preparato nella tortiera foderata con carta forno, livellatela con la spatola o il cucchiaio e infornate a 200° per mezz’ora.
La torta si gonfierà leggermente, oltre a diventare uniforme e non più a “granelli”.
Questa torta deve riposare un giorno prima di essere servita, per amalgamare i sapori.

E’ ideale anche per una merenda o colazione, tagliandola a quadrotti e vedrete che andrà a ruba!

giovedì 19 aprile 2012

Strudel

Vi propongo al versione per me più naturale di questo dolce, benché ci siano numerose ricette varianti con infinite modifiche. Io personalmente ne ho provate parecchie e questa è quella che più si avvicina, secondo me, alla versione originale che mi è capitato di assaggiare in Tirolo.


Per prepararlo avete bisogno di 200 g farina 00, 150 g di burro, 5 cucchiai di pangrattato, una grossa manciata di uva passa rinvenuta in un poco di grappa, 4 mele tipo "Golden” sbucciate e tagliate finemente, 5 cucchiaiate di zucchero, 1 cucchiaino di cannella in polvere, la buccia grattugiata di un limone, un uovo intero e 1 tuorlo.

Impastate 50 g di burro con un poco di farina, fino a formare un panetto. La ricetta prevede che vi aiutiate anche con pochissima acqua se doveste averne bisogno, ma sinceramente a me non è mai capitato di doverne aggiungere in questa fase. Mettete il panetto sulla spianatoia con il resto della farina, un pizzico di sale e aggiungete l’uovo intero e un poco di acqua Q.B. per formare un impasto morbido ed elastico poi lasciatelo riposare un poco. 
Il mio consiglio è di cominciare a impastare gli ingredienti e aggiungere l’acqua solo se si nota la secchezza della pasta e la difficoltà a impastare, soprattutto se non si è pratici di cucina. Si evita così di trovarsi con una pasta collosa e che bisogna rattoppare con TANTA farina.
Preparate sul piano di lavoro una tovaglia, o un panno sufficientemente grande, completamente infarinato. Stendete la pasta sul panno infarinato e tiratela sottilissima stando attenti a non romperla. I pasticcieri dicono che bisogna vedere le proprie mani attraverso la pasta! Sinceramente fin dalle prime volte che ho preparato questo dolce mi è risultato molto fattibile stendere finemente la pasta senza farle buchi. Lasciate riposare e asciugare questa sfoglia per un'oretta ed intanto sbucciate le mele e fondete i 100 g rimanenti di burro.
Accendete il forno a 180° possibilmente nella funzione che aziona sia il grill che il fondo del forno ma senza ventilazione.
Trascorsa l’ora di riposo, durante la quale la pasta si sarà asciugata - quasi seccata, con un pennello ungete abbondantemente col burro fuso ma raffreddato tutta la superficie della sfoglia, utilizzando tutto il burro anche se vi sembra abbondante. Distribuite su tutta la sua superficie, lasciando solo qualche centimetro di bordo, il pangrattato mescolato alla cannella, lo zucchero, le mele aromatizzate con la buccia di limone e l'uvetta.
Ora arriva la parte più difficile, perché dovete riuscire a chiudere la pasta e ribaltare lo strudel sulla teglia senza rompere la pasta. Per questo motivo vi consiglio di fare tutte queste operazioni senza lasciare che la pasta assorba troppo il burro fuso e si ammorbidisca.
Aiutandovi con il panno, piegate i due bordi corti sopra le mele, poi chiudete quelli lunghi. Fate attenzione a non toccare direttamente la pasta per evitare di strapparla, ma di servirvi sempre del tessuto sottostante. Ora dovete farlo ribaltare sulla teglia in modo che le chiusure rimangano appoggiate alla teglia e non si apra durante la cottura. Mia madre faceva delle manovre da giocoliere per questa operazione e bisognava essere in due, per tendere il panno e ribaltare lo strudel sulla carta forno.
Il mio consiglio è di utilizzare un piano di cartone, sul quale avrete appoggiato la carta forno. Appoggiate la carta forno e il cartone sopra lo strudel, sopra la chiusura, e con un movimento rapido girate il tutto sottosopra, tenendo sia il cartone che il panno. Un po’ come si fa quando si devono girare budini e creme caramel, un movimento rapido e secco. Sarà poi semplicissimo trascinare la carta forno dal cartone alla teglia senza danneggiare lo strudel già girato sul lato giusto.
Spennellate con il tuorlo sbattuto o, se non avete il tuorlo, con un poco di latte.
Infornate per circa un' ora. Lasciatelo risposare qualche minuto a forno spento e poi toglietelo dal forno per farlo raffreddare. Una volta sul piatto da portata (attenzione quando spostate il dolce perché è fragile) potete spolverare con lo zucchero al velo a piacimento.

mercoledì 18 aprile 2012

Torta Paradiso

E’ la torta che ho sempre adorato perché è quella più soffice che abbia mai assaggiato e anche quella che piace sia agli adulti che ai bimbi.


Per prepararla avete bisogno di 250 g di fecola di patate, 250 g di zucchero, 100 g di burro, 3 uova, 1 bustina di lievito, 1 bustina di vanillina o essenza di vaniglia, 1 pizzico di sale.

Accendete il forno a 180° possibilmente nella funzione che aziona sia il grill che la parte inferiore del forno, senza ventilazione.

Cominciate mescolando a crema il burro ammorbidito a temperatura ambiente e lo zucchero. Aggiungete i 3 tuorli, mettendo da parte gli albumi, e incorporateli perfettamente al burro. A questo punto versatevi la fecola, il lievito, la vanillina e amalgamate per bene tutti gli ingredienti.
Montate a neve ben ferma, in una ciotola a parte, gli albumi con un pizzico di sale.
Versate gli albumi montati nel composto e incorporateli delicatamente con movimenti dal basso verso l’alto per non smontare le uova.
Infine trasferite il contenuto in una tortiera già imburrata e infarinata. Per questa torta usate le classiche tortiere con la cerniera, perché risulterà più semplice estrarre il dolce una volta raffreddato.
Infornate per 40 minuti a 180° e lasciate la torta per altri 5 minuti nel forno spento prima di toglierla.
Spolverate la torta con dello zucchero al velo prima di servirla.

Il mo consiglio è di provare la variante farcita.
Preparate la torta paradiso e mentre cuoce in forno preparate anche la crema pasticcera come nella ricetta base.
Quando il dolce è tiepido toglietelo dalla tortiera e appoggiatelo su un piano di lavoro. Con un coltello piuttosto lungo tagliate la torta in tre, in modo da creare due strati. Per fare questa operazione e andare dritti col coltello, vi consiglio di prendere un righello, dividere in tre l’altezza della torta e infilare degli stuzzicadenti in quattro-cinque punti sui lati della torta così non dovrete far altro che seguire da segno a segno con il coltello!
A questo punto scomponete i tre pezzi della torta. Prendete la crema pasticcera e mettetene metà sul primo strato di pasta, quello del fondo. Fate attenzione a non andare fino ai bordi della torta ma lasciate qualche millimetro libero perché la crema tenderà ad espandersi da sola quando assemblerete la torta.
Sovrapponete lo strato di pasta centrale.
Prendete il resto della crema pasticcera e aggiungetevi due cucchiai di cacao amaro, amalgamatela perfettamente e senza grumi. Stendete la crema al cacao sullo strato centrale e completate sovrapponendo il terzo e ultimo strato. Correggete eventualmente la crema dei due strati se dovesse fuoriuscire dalla pasta, e spolverate con zucchero al velo.
Conservate in frigorifero fino al momento di servire.

martedì 17 aprile 2012

Pane dolce “Nonna Giulia”

Questa ricetta è una di quelle legate alla mia infanzia, quando da bimbi abitavamo in campagna e andavamo dalla nostra vicina di casa, che chiamavamo appunto Nonna Giulia. Lei puntualmente aveva questo splendido ciambellone che lievitava accanto alla stufa o era appena stato sfornato ed era sul tavolo della cucina ancora fumante.
In realtà è una ricetta piuttosto semplice, grezza se vogliamo, ma che propongo perché è tradizionale e perché era il dolce contadino che andava per la maggiore: non necessitava né di ingredienti particolari né di cure particolari. Lo trovo ottimo per la colazione, ma anche per la merenda con un velo di marmellata o cioccolato.

Per preparare questo dolce avete bisogno di 900-1000 g di farina, 1 bicchiere di latte, 1 bicchiere di olio d’oliva (di semi va bene ugualmente, ma il dolce non avrà lo stesso sapore), 1 bicchiere di zucchero, 2 uova intere, 3 tuorli, un cubetto di lievito di birra, buccia di un limone non trattato grattugiata, sale.

Sciogliete il lievito di birra nel latte intiepidito. Fate attenzione a non scaldare troppo il latte o brucerà l’effetto del lievito. Mettete 800 g di farina a fontana sul piano di lavoro e creare un cratere. All’interno della cavità versate il latte con il lievito, l’olio, le due uova intere e 2 tuorli. Poi versatevi anche lo zucchero e la buccia di limone grattugiata. Il pizzico di sale invece mettetelo sull’esterno della farina, in una piccola cavità creata con il dito perché deve stare il più lontano possibile dal lievito.
Impastate energicamente per 10-15 minuti, rivoltando per bene la pasta e sbattendola qualche volta sulla spianatoia. Se risultasse troppo liquida o morbida, aggiungete la farina, ma senza esagerare perché il risultato deve essere elastico e soffice. Mettete la pasta a panetto a lievitare per alcune ore (7-8), normalmente lo si fa la sera per poi cuocerlo la mattina seguente. La nonna Giulia diceva che per poter lievitare doveva avere la benedizione e quindi lo incideva a croce sulla superficie. Io seguo il suo consiglio, non tanto per la benedizione, quanto perché ho provato sia con taglio che senza e la levitazione cambia un poco, in quanto la croce fa in modo di aprire la pasta e permetterle di espandersi maggiormente.
Un volta lievitata la pasta, accendete il forno a 160°, possibilmente nella funzione che scalda sia il grill che il fondo del forno, ma senza ventilazione.
Riprendete la pasta, allungatela a rotolo e ponetela nella tortiera a ciambella precedentemente imburrata e infarinata.
Prendete l’ultimo tuorlo che avevate preparato e spennellate tutta la superficie del dolce. Ora prendete lo zucchero semolato e con un cucchiaio spargetene un poco in modo che si attacchi al tuorlo appena steso.  Infornate e cuocete per 35-45 minuti, poi togliete dal forno e fate raffreddare.

Il mio consiglio è di mettere la pasta già nella tortiera prima della levitazione, effettuando un’incisione su tutta la dorsale per garantirne la levitazione. In questa maniera non dovrete far altro che spennellare di uovo e zucchero il dolce e infornarlo!

Le mie varianti preferite sono legate a quel che si può aggiungere all’impasto principale:
-              Uvette;
-              Canditi;
-              Scaglie di cioccolato;
-              Noci sminuzzate;

Tenete presente che questo era l’impasto col quale si partiva per preparare la colomba pasquale nelle cascine, quindi si presta ad aggiunte di ogni sorta, a seconda dei gusti.

lunedì 16 aprile 2012

Nutella casalinga

So che la Nutella è la Nutella, ma diciamo che una ricetta che ci si avvicina è proprio questa. E' fatta in casa, con le vostre mani e con ingredienti che potete controllare. Meglio di così?!?
Per prepararla avete bisogno di 80 g di nocciole spellate e tostate, 100 g di cioccolato fondente, 80 g di burro, 100 g di zucchero e 100 g di latte
Cominciate mettendo nella ciotola del mixer le nocciole e lo zucchero. Premete il tasto "Pulse" per 1-2 secondi, poi lasciate. Poi premete di nuovo 1-2 secondi e rilasciate. Insomma procedete con pochi piccoli giri per poter cominciare a macinare le nocciole senza che il calore sprigionato dal movimento e dalle lame faccia "sudare" l'olio che i frutti contengono. In quel caso dovreste sospendere l'operazione perché tutto il composto si appiccicherebbe sulle pareti e sul fondo, rendendo impossibile l'operazione.
Se MAI dovesse capitarvi, il trucco è togliere il contenitore dal mixer e metterlo per pochi minuti in freezer. Dopodiché potete ricominciare a macinare le nocciole, con cautela.
Una volta che avete ridotto in polvere le nocciole con lo zucchero, aggiungetevi il cioccolato a pezzi e ricominciate a frullare per qualche secondo, finché è tutto amalgamato.
Se doveste vedere che si pasticcia il composto e non riuscite più a miscelare, aggiungete il latte e vedrete che otterrete il risultato.
Mettete in un tegame il burro, accendete a fiamma piuttosto bassa, e versateci il composto del mixer (nocciole, zucchero, cioccolato e latte).
Continuate a mescolare, delicatamente in modo da evitare che il composto arrivi a bollitura.
Vi ci vorranno circa 5-6 minuti e poi la crema prenderà la consistenza giusta. A quel punto togliete dal fuoco il tegame e versate la crema, tiepida, in un vasetto di vetro, lasciando raffreddare.
Questa crema si conserva per giorni in frigorifero, quindi... buona merenda!!!

venerdì 13 aprile 2012

Torta allo yogurt

Questa torta l’ho assaggiata per la prima volta durante una gita in montagna a casa di amici. La madre dei miei amici è una fanatica dello yogurt e ne consuma in quantità industriali.
Per questo motivo mi ha voluto insegnare questa ricetta con lo yogurt. Non è da esperti di cucina, tant’è che le quantità sono scandite dal contenitore dello yogurt, ma è senz’altro gustosa e a mio avviso curiosa.

Per preparare questo dolce avete bisogno di 2 bicchierini di yogurt alla banana (ma potete optare per qualsiasi gusto preferiate), 3 uova, 4 misurini (usate il vasetto dello yogurt) di farina, ¾ di misurino di olio di semi, 1 bustina di lievito, 1  mela a quadratini o fettine.

Accendete il forno a 180° possibilmente utilizzando la funzione che aziona sia il grill che il fondo del forno.

L’esecuzione è estremamente semplice: dovete mescolare tutti gli ingredienti insieme in una ciotola, trasferire il composto così ottenuto in una tortiera precedentemente imburrata e infarinata e cuocere per 40 minuti, finché è ben colorata.
Quando sarà raffreddata potete guarnire con pinoli e zucchero al velo.

La variante che preferisco è quella in cui aggiungo all’impasto anche gocce di cioccolato e/o uvetta.
Se invece è estate e avete a disposizione delle fragole fresche, potete decorare la superficie della torta, una volta raffreddata, con le fragole affettate e disposte a raggiera. Tenete presente che per fissare le fragole alla superficie della pasta potete ricorrere al trucco della marmellata: spalmate un velo finissimo di marmellata sulla torta e poi disponetevi le fragole, vedrete che non si muoveranno più!

giovedì 12 aprile 2012

Tiramisù

Il dolce forse più amato e più goloso che sia mai stato ideato è proprio questo! Alla versione classica ho fatto delle piccole modifiche che lo rendono più gustoso e particolare, senza però sradicarlo dalla tradizionale ricetta.

Per prepararlo avrete bisogno di 500 gr di mascarpone, 300 gr di zucchero, 5 tuorli d’uovo, 3 albumi, 150 gr di panna da montare, 1/3 di bicchiere di Marsala, due cucchiai di Alchermes, caffè (circa 700 ml), savoiardi.

Prendete i tuorli d’uovo e montateli con 250 gr di zucchero, quando diventano spumosi aggiungete il Marsala, l’Alkermes e 2 cucchiai di caffè freddo, finché si saranno completamente amalgamati. A questo punto potete aggiungere il mascarpone a cucchiaiate, per spezzarlo, e continuare a montare a velocità media.
Lasciate questo composto e a parte montate la panna (ricordatevi sempre che per poter montare perfettamente deve essere tassativamente fredda da frigorifero!).
In un recipiente a parte montate gli albumi con i 50 gr di zucchero rimanente e un pizzico di sale, che serve sempre quando si montano gli albumi a neve.
Ora avete tre ciotole con tre composti.
Amalgamateli procedendo in questa maniera: versate la panna montata nel composto di uova e mascarpone e mescolateli delicatamente facendo dei movimenti dal basso verso l’alto. Quando sono quasi perfettamente mescolati aggiungete anche gli albumi montati a neve ben ferma e mescolate sempre con movimenti delicati dal basso verso l’alto, in modo da non smontare il composto.
Il recipiente dove assemblare il tiramisù per me deve essere sempre trasparente, in modo che gli ospiti possano vedere gli strati e sia visibile la composizione del dolce stesso. Detesto il trovarmi di fronte ad una ciotola di ceramica dalla quale non capisco se il tiramisù è fatto con savoiardi, biscotti o pan di spagna.
Prendete un poco di crema e spalmatela sul fondo, poi prendete i savoiardi e intingeteli per bene nel caffè. Un mio consiglio è di usare il caffè tiepido e non completamente freddo, questo per accellerare l’assorbimento del liquido da parte dei savoiardi (che altrimenti risulteranno secchi a dolce finito).
Fate uno strato di savoiardi che copra tutto il fondo del recipiente, poi copriteli con della crema, senza lasciare spazi vuoti o buchi. Procedete così per strati fino ad esaurimento degli ingredienti, in modo che la superficie del dolce sia uno strato di crema abbondante. Mettete in frigorifero fino al momento di servire, quando potrete spolverare di cacao amaro il dolce.

Il mio consiglio per il servizio è di preparare delle piccole ciotole con monodose anziché la pirofila con il dolce intero, questo perché i dolci al cucchiaio possono diventare imbarazzanti da servire se non si è più che allenati o pratici. Risolvete l’empasse a monte preparando delle deliziose cocotte, una per ogni ospite ma non dimenticate di averne almeno due (per una cena da 4 persone) per i golosoni che sicuramente vorranno bissare!

mercoledì 11 aprile 2012

Crostata di frutta fresca

Un’altra variante per la crostata è rappresentata da quella alla frutta fresca.
Le basi sono sempre quelle: pasta per la crostata e crema pasticcera.


Stendete tutta la pasta stavolta, senza metterne da parte per striscie o coperture, e fate in modo che la pasta sul bordo si alzi di un centimetro rispetto alla base, come contorno.
A questo punto prima di infornarla procuratevi dei ceci e stendeteli al centro della pasta, sopra un cerchio di carta forno, come se fossero il ripieno: questo stratagemma impedirà alla pasta di gonfiarsi troppo al centro, rendendo possibile la farcitura una volta cotta.
Ho sentito alcune mie vicine che mettono altri materiali per tenere bassa la pasta, dalle noci ai sassolini, ma sono certo che Bree non ricorrerebbe a nulla di tutto ciò, ma si atterrebbe scrupolosamente alla tradizione dei ceci. Prendete una forchetta e coi rebbi segnate il bordo premendo leggermente.
Infornate la tortiera per i soliti minuti (180° per 40-45 minuti) e una volta cotta lasciate raffreddare.

Preparate la crema pasticcera con la ricetta che ho postato e lasciatela raffreddare.

Lavate e pulite la frutta che più vi piace per decorare la torta.
Una volta fredda la pasta, togliete i ceci dal centro della crostata e metteteli da parte: ricordate che potrete utilizzare infinite volte gli stessi ceci.
Stendete la crema al centro della torta, raggiungendo i bordi.
A questo punto decoratela con la frutta che più vi piace. Tenete presente che affinché l’effetto estetico finale sia garantito e piacevole, dovete seguire una semplice regola: partire dall’esterno con la frutta più ingombrante o tagliata a pezzi più grossi e raggiungere il centro con quella più minuta.
Al centro potete terminare con un lampone importante, una bella fragola o un acino d'uva. 
Se usate la banana o la mela tenete presente che questo tipo di frutta annerisce velocemente e dovrete trattarla appena tagliata con del succo di limone.
Se volete utilizzare frutta non reperibile in stagione potete ricorrere alla frutta sciroppata: questo vi risolve anche il problema dell’annerimento della frutta stessa.
Una volta terminata la decorazione, procedete stendendo uno strato di gelatina alimentare sull’intera torta oppure, in mancanza di gelatina (che non piace a tutti) potete prendere qualche cucchiaino di marmellata alle albicocche, senza pezzetti di frutta, farla sciogliere in un tegamino e spennellarla sulla frutta. Avrà lo stesso effetto della gelatina.
Se la marmellata risultasse troppo densa, una volta che l’avete scaldata, potete aggiungere un goccio d’acqua per renderla più scorrevole.
Mettete in frigorifero fino al momento di servire.

martedì 10 aprile 2012

Crostata della nonna

Un’ottima variante per la crostata alla marmellata classica è la cosiddetta “Torta della nonna” che io preparo con la stessa pasta della crostata e la crema pasticcera.

Quando avete formato il panetto originale della pasta della crostata (fatta con la ricetta già postata) mettete da parte un terzo circa della pasta, e stendete il resto come nel caso della crostata. Poi, anziché la marmellata, stendete sulla pasta la crema pasticcera fredda (mi raccomando, altrimenti brucia il lievito e soprattutto vi fa sciogliere la pasta e sarà impossibile cercare di chiudere la torta e infornarla!).
A questo punto riprendete la pasta messa da parte e stendetela col mattarello in modo da formare un disco, delle stesse dimensioni della tortiera. Per poterlo sistemare sulla crema vi suggerisco due metodi, entrambi validi ma con difficoltà diverse:
1- potete piegare in quattro la pasta, ben infarinata in modo che non si appiccici, a mo’ di crepe e poi appoggiarla sulla crema per distenderla di nuovo. Qui la difficoltà sta nel mettere al centro l’angolo del cono e nel non rompere la pasta riaprendola.
2- oppure potete infarinare per bene il mattarello, avvolgervi la pasta e farla srotolare sulla tortiera. In questo caso la difficoltà è non far srotolare tutta la pasta in una volta. E’ il metodo che io preferisco perché la pasta non riporta segni di pieghe e non si spezza, ma ho trovato amiche che preferiscono di gran lunga piegarla come nel metodo precedente.
Infine con i rebbi di una forchetta sigillate per bene la pasta del “coperchio” con i bordini che avevate creato all’interno della tortiera e infornate, con la stessa temperatura e le stesse tempistiche della crostata classica (180° per 40-45 minuti).
Una volta sfornata e raffreddata potete terminare mettendo alcuni pinoli sparsi sulla superficie della torta e spolverando il tutto con dello zucchero al velo. Conservatela in frigorifero fino al momento di servire in tavola.

sabato 7 aprile 2012

Crostata!!!


La crostata è la torta più gettonata per le feste o per i pranzi/cene che presuppongono un viaggio. Non avendo creme si presta a rimanere a temperatura ambiente. Ho provato una sola volta a portare a cena da amici una torta gelato: mi è bastato quell’esperimento, anche perché a destinazione non c’era posto nel freezer e si è cominciato un gran parapiglia. Abbiamo mangiato una torta informe e mezza sciolta: mai più nella vita!
Per la marmellata, ciascuno ha il proprio gusto: per me quelle di fragole e ciliegie non hanno paragoni.
In questa mia ricetta utilizzo il lievito e vi assicuro che la friabilità e la morbidezza del risultato ne vale proprio la pena, soprattutto per chi non ama i dolci molto secchi e, quindi, difficili da gustare.

Per la pasta avete bisogno di:
375 gr di farina bianca, 2 uova intere, 175 gr di burro, 175 gr di zucchero, una bustina di lievito, una bustina di vanillina o essenza di vaniglia, una buccia di mezzo limone grattugiata, un pizzico di sale.

L’impasto per la crostata ha una sola difficoltà: va fatto in un tempo piuttosto breve e svelto. Mettete tutti gli ingredienti insieme nella ciotola e cominciate a mescolarli con la lama di un coltello non affilato, tipo quelli del servizio d’argento della mamma/nonna che di fronte ad una bistecca non servono a granché...
Questa operazione è necessaria per scaldare il meno possibile il burro. Una volta che il tutto si è un po’ amalgamato, potete procedere con le mani, sempre utilizzando il minor numero di impastate possibile in modo da non scaldare il composto.
Accendete il forno a 180°, possibilmente nella funzione che aziona sia il grill che il fondo del forno.
Mettete la pasta sulla spianatoia, con un poco di farina per evitare che si attacchi alla superficie.
Imburrate e infarinate la tortiera.
Il mio consiglio è di utilizzare una teglia in ceramica: oltre a mantenere più umida la torta, potete servire in tavola la torta senza doverla togliere dalla tortiera perché è già un piatto da portata in sé!
Togliete circa un quinto di pasta dal panetto e tenetelo da parte, servirà per fare le striscie da appoggiare sopra la marmellata.
Stendete l’impasto cercando di mantenere una forma rotonda, così da evitare troppi “aggiustamenti” una volta che dovrete inserire la pasta nella tortiera.
Quando la pasta è delle stesse dimensioni della tortiera (potete controllare semplicemente tenendo sospesa la tortiera pochi millimetri sopra la pasta stesa e vedrete subito se ci siete con le dimensioni) potete appoggiarla al suo interno e con le dita spingere leggermente la pasta contro i bordi, in modo che si formi un piccolo contorno di mezzo centimetro più alto rispetto alla base.
Prendete ora la marmellata e spalmatela su tutta la superficie, lasciando scoperto solo il bordo rialzato. A questo punto prendete la pasta che avevate messo da parte e procedete con la creazione delle striscie. Potete farlo in due modi: o prendendo la pasta e stendendola a cilindretti, come si faceva col pongo o la plastilina da piccoli, oppure potete stendere col mattarello la pasta e tagliarla con la rotella tagliapasta a striscie, creando un effetto molto più regolare e pulito.
Appoggiate le striscie in modo che vadano da bordo a bordo e si incrocino sulla marmellata, a creare una rete a maglie molto larghe.
Se la torta è per dei bimbi potete evitare le striscie e propendere per delle forme o un nome o delle stelle, ecc, insomma potete spaziare con la fantasia.
Ora con i rebbi di una forchetta premete sul bordo di pasta che avete lasciato, in modo da imprimere di piccoli segni lungo tutto il contorno di pasta: eviterete in questo modo di avere la pasta frastagliata e in disordine.
Infornate per 40-45 minuti a 180°, spegnete il forno e lasciatela riposare ancora qualche minuto, 5-10, nel forno caldo. Infine toglietela dal forno e lasciatela raffreddare.

venerdì 6 aprile 2012

Piccolo Barbatrucco

Mi sono reso conto di aver citato qualche volta la sac-à-poche nelle mie ricette e di non aver dato una chicca che trovo molto intelligente (e pratica!!!).

Se dovete fare qualche dolce che richiede l'uso della sac-à-poche, o semplicemente volete decorare in maniera ordinata e precisa un dolce, e non l'avete a disposizione, potete ricorrere ad una valida alternativa.
Bree non sarebbe molto d'accordo, ma noi massaie moderne dobbiamo pure ingegnarci in un modo o nell'altro!
Prendete un sacchetto di quelli per i cibi da congelare, della grandezze che vi serve, riempitelo con la crema o con il composto che dovete "spremere", compattate in modo che non rimanga troppa aria e poi tagliate un angolo del fondo del sacchetto, della grandezza desiderata.
E voilà la vostra sac-à-poche d'emergenza!!!
Buon venerdì!
Nicola

Ieri sera....

Buongiorno a tutti/e!
Ieri sera abbiamo avuto ospiti a cena e quindi ci siamo impegnati in cucina con qualche ricetta che poi troverete nei prossimi giorni sul blog.
Quello che volevo condividere con voi oggi è la ricetta, semplicissima, del dessert.

Ho comprato la pasta sfoglia già pronta (non surgelata), l'ho stesa e ho ritagliato sei cerchi con il bordo ci un bicchiere (per farvi capire le dimensioni), poi con una formina a cuore ho intagliato 4 cuoricini per ogni cerchio.
Io sono riuscito a fare il tutto con un solo rotolo rettangolare di pasta sfoglia, però ho dovuto stare molto attento nell'intagliare le formine.
Ho messo sulla carta forno i sei cerchi e su ciascuno ho applicato i 4 cuori, lasciando che metà del cuore cadesse fuori dal cerchio, in modo che al finale sembrassero petali di un fiore per capirci.
Ho bucherellato tutto il cerchio con la forchetta, spolverizzato con un po' di zucchero semolato e infornato a 180° per circa 15 minuti. Guardate la pasta finché si colora, ma deve anche essere gonfia e cotta.
Ho tolto dal forno e lasciato raffreddare.
Ho preparato la crema pasticcera con la ricetta base che ho già postato e l'ho lasciata raffreddare.
Ho preso 200 gr di fragole, le ho pulite e tagliate a pezzetti, come per la macedonia. Le ho messe sul fuoco con 3 cucchiai di zucchero semolato e il succo di un limone. Ho lasciato andare, a fiamma viva, finché sono appassite le fragole e si è rappreso un poco il liquido.
Al momento del dessert ho impiattato la forma di pasta sfoglia, con la sac à poche ho fatto 4 ciuffetti di crema pasticcera al centro del cerchio e poi ho messo circa due cucchiai di fragole sui ciuffi, lasciando che frutta e sciroppo colassero anche sulla pasta e sul piatto.
RISULTATO GARANTITO!!!!
Erano buonissime e abbiamo anche fatto un bis (dieta permettendo!).
Buon appetito!

Nicola

giovedì 5 aprile 2012

Biscottini occhio di bue (con uovo sodo)

Questa ricetta è stata la mia salvezza nel periodo post pasquale, per le uova sode. Tradizionalmente, nella mia famiglia, la mattina di pasqua mangiamo uova sode dipinte o colorate. Per questo motivo capita ogni anno che avanzino delle uova sode e che non si riesca a smaltirle entro la giornata. Mi è venuta in soccorso questa splendida ricetta che oltre ad essere deliziosa è anche un buon modo per recuperare i tuorli sodi.

Per prepararli avete bisogno di 150 gr di farina bianca, 75 gr di fecola, 150 gr di burro, 75 gr di zucchero al velo, 4 tuorli SODI, 1 limone non trattato, 1 bustina di vanillina o essenza alla vaniglia, marmellata.
Prendete il burro ammorbidito a temperatura ambiente e montatelo con lo zucchero e lasciate la ciotola da parte per un attimo.
Recuperate i tuorli e sminuzzateli con la forchetta, dovete cercare di rompere ogni grumo. A questo punto dovete farli passare attraverso un setaccio (o colino) per renderli praticamente polvere. Io ho provato anche a non setacciarli (per ragioni di tempo) e il risultato è più o meno lo stesso, a patto che con la forchetta riduciate molto, molto, molto finemente i tuorli.
Riprendete la ciotola del burro e zucchero e aggiungete la scorza grattugiata del limone (ricordate: solo la parte gialla perché la parte bianca è troppo aspra!), la vanillina o l’essenza di vaniglia, i tuorli sminuzzati, la farina e la fecola. Impastate per bene finché si sono completamente mescolati tutti gli ingredienti e, in questo momento, se notate dei grumi di tuorlo toglieteli o polverizzateli perché si vedranno a dolce terminato.
Mettete a riposare in frigorifero per un’ora.
Prima di recuperare l’impasto dal frigorifero, accendete il forno a 180°, possibilmente nella funzione che scalda sia il grill che il fondo del forno, ma senza ventilazione.
Dividete l’impasto, che si sarà solidificato, a pezzetti e modellateli a palline della grandezza di una mora, con un dito formate un incavo che riempirete con della marmellata.
Trasferite i biscotti sulla carta forno della teglia e infornate per 10-15 minuti, finché il colore dei biscotti diventa dorato. Lasciate raffreddare e servite. Considerate che questi biscottini si conservano per giorni se messi in una scatola di latta.

Le mie varianti sono:
-       Utilizzare il cioccolato fuso anziché la marmellata. In questo caso dovrete cuocere i biscotti con il centro cavo vuoto e solo una volta freddi potrete sciogliere del cioccolato fondente e metterne un poco nel centro del biscotto;
-              Tagliare con delle forme la pasta anziché fare delle palline. Io preferisco dare una forma ai biscottini, tipo tagliandoli con due tagliapasta rotondi di dimensioni diverse in modo da ricreare un occhio di bue o una margherita. Per il Natale, essendo un biscotto che si presta per ogni stagione e occasione, ho recuperato un tagliapasta a forma di stella a sette/otto punte. Sul centro della prima stella metto un poco di marmellata e poi sovrappongo l’altra stella con le punte non coincidenti, in modo che l’effetto finale sia una stella con 14-16 punte. Assicuro stupore e ammirazione quando presenterete i biscotti, abbiate solo l’accortezza di controllare bene i biscotti negli ultimi minuti di cottura perché le punte tendono a scurirsi in pochissimi secondi.

mercoledì 4 aprile 2012

Torta di meringa e frutta

Una variante che io ho trovato da vera “DH” è quella della torta meringa, che è assolutamente semplicissima da preparare e ha una resa pazzesca a livello di scenografia.

La base è la stessa delle meringhette, nel senso che la quantità di meringa da preparare è sempre quella di due albumi con 140 gr di zucchero (misto semolato e al velo), ma anziché fare dei ciuffi sulla teglia, dovete creare una base rotonda. Il mio consiglio che procedere in questa operazione è di usare un cerchio di cartone o una base di una tortiera con cerniera di dimensioni medie.
Mettete il cerchio sotto la carta da forno, in modo che possiate vederlo attraverso la carta che normalmente è piuttosto trasparente. Con la sac-à-poche procedere a fare il contorno esterno, cercando di mantenere piuttosto basso lo strato di meriga, poi come da bambini si colorava negli spazi, procedete a riempire di meringa il cerchio in modo che sia una base di meringa senza spazi o buchi. Anche in questa operazione mi raccomando di mantenere basso lo spessore della meringa.
Montate la punta a stella piccola sulla sac-à-poche e terminate la base facendo dei ciuffi su tutto il contorno della meringa, poggiandovi sulla meringa già stesa. Questo sarà il bordo della vostra torta. Considerate che più artistici e ben fatti sono i ciuffetti e più sarà scenografica la vostra torta.
Infornate sempre a 80-100° e lasciate cuocere per lo stesso tempo (1 ora e mezza/ 2 ore, poi riposo a forno spento).
Quando avete a disposizione la base di meringa (attenzione quando la togliete dalla teglia a non spezzarla o romperla!), potete cominciare a preparare la crema pasticcera con la ricetta base.
Quando anche la crema è fredda, prendete la base di meringa e appoggiatela già sul piatto da portata, perché nelle operazioni successive non c’è più pericolo di sporcare o di spargere contenuti e soprattutto perché una volta preparata spostare la base di meringa diventerà molto difficile, se si vuole evitare di romperla.
Stendete la crema pasticcera su tutta la base, fermandovi ai ciuffi che fanno da contorno del cerchio. Una volta livellata la crema, procedete con la decorazione della frutta. La mia versione preferita, per gusto estetico e anche culinario, è quella con le fragole. Io le preferisco intere, ma si possono anche affettare e vanno appoggiate sulla crema pasticcera in modo da fare dei cerchi concentrici.
Una volta terminata la decorazione mettete la torta in frigorifero fino al momento di servirla in tavola. Potete spolverizzarla con un poco di zucchero al velo per darle un effetto “brinato”.
Tagliandola, vi rendetere subito conto perché ho insistito tanto affinché lo spessore della meringa della base fosse moderatamente basso!


Una variante altrettanto scenografica e allettante è la proposta con la base di pan di Spagna e contorno di meringhe, fissate con un poco di cioccolato fuso o marmellata. Una volta rappreso il cioccolato, e quindi le meringhe sono fisse, potete stendere la crema e procedere come sopra con la frutta. A questa variante potete aggiungere anche un strato di crema intermedio nel pan di Spagna per renderlo ancora più goloso.

Troppa Fantasia?

Ma è mai possibile che per fare qualcosa di nuovo si debba ricorrere a dei miscugli orrendi e discutibili?!?
Ieri, purtroppo, sono incappato in una nota trasmissione dove si cucinava del risotto con la banana. Dopo aver letto (ed essere inorridito) per l'arrosto con la coca cola pensavo di aver visto tutto.
Invece niente....... non c'è mai fine.....
Io credo che la cucina rimanga buona, anzi ottima, anche se non si rincorre continuamente la novità e non si compongono ricette tanto strambe!
Ma la cucina tradizionale in tutte le sue accezioni, comprese le rivisitazioni, non basta?
Mah.... ogni tanto mi vien da pensare......

martedì 3 aprile 2012

Varianti con le meringhe

Le varianti a questa ricetta base sono infinite: potete decidere di aggiungere all’impasto prima di infornare le meringhe alcune gocce di cioccolato, della polvere o essenza di vaniglia, della menta, del colorante, insomma potete sbizzarrirvi ricreando qualsiasi prodezza culinaria avete visto sulle riviste patinate.
Quelle che preferisco io sono le seguenti:

CAPEZZOLI DI VENERE:
E’ la scopiazzatura dei veri “capezzoli di venere”, piccoli dolcetti con una loro storia a parte, che io ripropongo intingendo solo la punta delle meringhe nel cioccolato fondente.
La preparazione è assai semplice, basta far sciogliere un poco di cioccolato in un tegame a bagnomaria, aggiungendo una noce di burro, e intingervi solo la punta delle meringhe (già cotte e fredde).
Appoggiate le meringhe sul piatto di servizio e lasciate che il cioccolato solidifichi.

SANDWICH AL CACAO:
Potete creare dei piccoli panini con un ciuffetto di panna che unisce due meringhette: montate a neve ferma la panna (mi raccomando: per montare bene, la panna deve essere tassativamente fredda da frigorifero!), usate la sac-à-poche oppure un cucchiaino e mettete un ciuffetto di panna sotto la base di una meringa, prendetene un’altra e appoggiate la base sulla panna, creando un sandwich.
Spolverandole di cacao diventeranno delle piccole chicche che attireranno i vostri ospiti.
Il mio consiglio è di poggiare i “panini” all’interno di un pirottino di carta prima di spolverarli col cacao per due motivi:
1-      Una volta appoggiati sul piatto non ci saranno rimasugli di cacao tutt’intorno e l’effetto sarà molto pulito;
2-      I vostri ospiti non saranno costretti a “infilare” le dita nel piatto di portata ma più educatamente potranno avere ciascuno il proprio dolcetto;

FANTASMI:
Avete una festicciola per bambini e volete preparare un dolcetto carino? Fate le meringhe e anziché utilizzare la bocchetta a stella, usate quella liscia, creando dei ciuffi piuttosto alti e affusolati. Prima di infornarli completateli con due piccole perline, quelle che si trovano anche nei super mercati per decorare dolci, in modo che sembrino gli occhietti dei fantasmi che avete creato con la meringa. Risultato davvero stupefacente!